Giovanna Leuzzi racconta la sua Ferrania

Il primo impatto con Ferrania è un ricordo di alta montagna

Giovanna Leuzzi, savonese, racconta del suo primo impatto avuto con Ferrania: scesa dal treno si ritrova con un centinaio di persone e, mentre iniziano a incamminarsi verso lo stabilimento, tra i viali contornati da cumuli di neve, si ritrova sopraffatta da questo strano “nuovo mondo”.

Il lavoro in ufficio

Il lavoro di Giovanna consisteva nel ricopiare i dati, tra una scheda e un’altra e nel trascrivere i moduli in registri, con macchine da scrivere e carta carbone, un inferno in caso di errore.

Il rapporto con i colleghi

“Certo che, nel ’71, si era molto più formali di quanto non si sia adesso. E ci si dava spesso del lei”.

Negli anni, Giovanna afferma che il rapporto tra colleghi è diventato sempre più informale. Un vero e proprio cambiamento per la vita della signora e dell’azienda stessa.

Più difficile è stato il rapportarsi con lavoratori di altri settori, in questo caso tra impiegati ed operai. Questo perchè i turni differenti non facilitarono il tentativo di legare con qualcuno al di fuori della sua stessa mansione.

Giornata tipo a Ferrania

La giornata tipo di Giovanna si basava sulla compilazione di moduli e rispondere al telefono per la richiesta di svariate informazioni. Grazie ai sindacati, molto attivi a quel tempo, spesso ci si trovava a dover compilare centinaia di moduli per la burocrazia.

Composto da: Bruna Mattia e Bulgaru Bianca-Vasilica

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