Alessandro Bechis: “A Ferrania si viveva bene”.

Già dal suo primo giorno di lavoro Alessandro capisce che sempre dovrà lavorare al buio, aiutato da tatto e udito, ma non dalla vista. Un lavoro non usurante e molto particolare: tutto per 1 milione di lire al mese, nel 1984.

Ferrania e la sua famiglia

Per la famiglia Bechis lo stabilimento di Ferrania è stato un punto di riferimento non solo lavorativo. Nel 1917 il nonno paterno si trasferì dalla Valle del Gran Paradiso per lavorare come forgiatore presso la SIPE. Il padre lavorò in Ferrania per 42 anni fino a quando nel 1984 venne assunto Alessandro, fiero e orgoglioso per l’incarico ricevuto.

Leggende della fabbrica

Date le particolari condizioni di illuminazione, lavorare a luce controllata voleva anche dire dare spazio agli scherzi. Quello più gettonato di tutti era “attaccare dei pezzi di scotch” per bloccare le porte e interrompere così bruscamente la camminata della gente che passava tranquilla. Gli scherzi venivano fatti a misura di chi si doveva schernire. Le vittime preferite erano quelle che si arrabbiavano più facilmente. Da questo scherzo nasce il termine, nei momenti meno fortunati, che la fabbrica fosse “tenuta in piedi dallo scotch”.

Ferrania oggi

Lo stabilmento di Ferrania è stato uno dei pilastri dell’economia della Val Bormida: esso ha contribuito a lungo e intensamente allo sviluppo della “Valle”. Oggi, purtroppo, la mancanza di formazione in altri settori di mercato ha portato alla chiusura definitiva della fabbrica e una vana attesa del recupero degli antichi lustri ha evidenziato una mortificante incapacità di valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico ed architettonico esistente.

elaborato da Dejan Borkovic e Simona Marenco

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